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Einstürzende NeubautenEinstürzende Neubauten
Einstürzende Neubauten
chi
Einstürzende Neubauten
dove
Roma, Villaggio Globale
quando
2004-03-05

Einstürzende Neubauten

Bagno di folla per Blixa e compagni, divisi tra passato e futuro

di Fabio Cagnetti ~ 15/03/2004
Dopo il convincente Perpetuum Mobile, la leggendaria band berlinese giunge finalmente nella Capitale. Come prevedibile visto il prezzo popolare di 6 Euro, il Villaggio Globale è letteralmente preso d’assalto, ma lo staff è sembrato alquanto impreparato, visto che c’era una sola persona addetta alla biglietteria per circa 3.000 paganti. La band arriva sul palco poco dopo le 23. La musica dei teutonici è fatta di contrasti, e questo si riflette anche nell’abbigliamento: all’eleganza di Blixa Bargeld e del batterista Rudolf Moser si contrappongono le canotte di Alex Hacke e del rumorista Andrew Chudy. Il dispiegamento di strumenti è impressionante, specialmente per quanto riguarda i tubi che circondano la batteria e il banco di percussioni di Chudy, che entra subito in temperatura sfoderando una performance impeccabile sull’eccellente Selbsportrait Mit Kater che apre il set.

La prima parte dello show è dedicata essenzialmente a presentare i pezzi più recenti, che si caratterizzano essenzialmente per l’uso di tubi e strumenti ad aria; da segnalare una suggestiva coreografia con un telo dorato su Ein Leichtes Leises Säuseln, che precede una Perpetuum Mobile strepitosa, ideale sintesi tra il vecchio e il nuovo corso dei Neubauten. Diciotto minuti di delirio, in cui Bargeld aggiunge alla sua performance vocale voci campionate e riprodotte con un radiocomando, mentre assistiamo all’entrata in scena dei più disparati apparati sonori –parlare di strumenti sarebbe riduttivo- allestiti da Chudy, tra cui la struttura rotante, realizzata con bottiglie di plastica e fatta suonare con una pistola ad aria, che appare sulla copertina dell’ultimo disco.

Dopo l’alternanza tra calma ed esplosioni rumoristiche di Redukt, nella suggestiva Youme & Meyou Moser scende dalla sua postazione per percuotere una struttura composta da tubi metallici, e l’abbinamento tra il feedback delle cavità e la placida voce di Blixa creano un’atmosfera che verrà replicata per impatto emotivo solo nell’encore. E’ straordinario, e non smette di compiacere e sorprendere neanche chi li conosce da vent’anni, vedere di quali cambi di registro siano capaci questi uomini. E infatti, con la successiva Die Befindlichkeit Des Landes le acque incominciano ad agitarsi: per quanto ci si muova su atmosfere di una certa durezza ma pur sempre relativamente rilassate, si avverte una tensione che lascia presagire quello che ci attende dopo.

E quello che ci attende è un tuffo in un passato glorioso ma allo stesso tempo incredibilmente attuale, una lezione di storia per i fan dell’ultima ora e un momento catartico per quelli storici, che già dal riverbero iniziale capiscono a cosa hanno di fronte. Armenia, risalente al lontano 1983 e al seminale, devastante Zeichnungen Das Patienten O.T., è l’assalto sonoro definitivo, in cui la band di Berlino sfodera tutte le migliori cartucce a disposizione dal punto di vista dei suoni: loop, campionamenti, urla quasi ultrasoniche di Blixa, seghe, trapani, qualsiasi oggetto metallico partecipa a questa performance senza esclusione di colpi, che lascia sbigottiti e perplessi i tanti fan dell’ultima ora ma manda in visibilio quelli –ed erano ben di più- che erano venuti sperando di udire qualcosa che ha due decenni alle spalle, ma non li dimostra affatto. Si prosegue sulla stessa lunghezza d’onda con la durissima Haus Der Lüge, e fa impressione pensare che siano già passati quindici anni da quell’album storico, di cui è un’emozione indicibile riascoltare la title track proposta con la veemenza che è giusto attendersi da Bargeld e soci.
Terminata questa parentesi che da sola valeva ben più del (modico) prezzo del biglietto, ai timpani sanguinanti della folla del Villaggio Globale viene data la possibilità di riprendersi con momenti più calmi dell’ultimo album: Ein Seltener Vogel, Ozean Und Brandung e Paradiesseits ci traghettano verso la pausa che precede il primo encore.

Gli Einstürzende ricominciano con Grundstück, tra i momenti più soffusi di Perpetuum Mobile, introdotta da delicati rintocchi metallici per poi crescere armoniosamente. Segue Sabrina, un classico da Silence Is Sexy. Esaurita anche questa formalità, i berlinesi ci deliziano con l’inedita November, e prima di tornare dietro le quinte, è la volta di Ich Gehe Jetzt, che genera inizialmente non pochi problemi tecnici a causa della particolare tecnica di esecuzione: infatti, l’impalcatura portante del pezzo è generata dal suono prodotto dal feedback di pistole ad aria su microfoni posti all’interno di lunghi tubi metallici. Superate le suddette difficoltà, però, il momento è forse il più suggestivo di tutti per chi ama i Neubauten più rilassati e introspettivi. Dulcis in fundo, il secondo encore è dedicato ad Alles, eseguita in una versione stravolta e dilatata che accontenta tutti i palati.

Vedere gli Einstürzende Neubauten dal vivo è molto più che assistere a un semplice concerto: è entrare in simbiosi con gli ultimi venticinque anni della storia umana, diventare riflessione del malessere della vita nella società contemporanea ed assorbirne le sofferenze. La maturità raggiunta dalla band tedesca è impressionante, e la resa dei nuovi pezzi live è eccezionale, segno che il lavoro del gruppo è ripreso ai massimi livelli: la ricerca sonora di Perpetuum Mobile raggiunge vette che testimoniano il buono stato di salute di uno dei gruppi simbolo non solo degli anni ’80, ma di tutta la musica contemporanea.
Da segnalare che questo live, come tutti gli altri del tour, è stato registrato in presa diretta ed offerto immediatamente dopo lo show al prezzo di 28 euro. Atto di disponibilità verso i tanti fan o operazione di spremitura ulteriore delle tasche dei suddetti? L’una e l’altra cosa, a mio parere. La qualità del live è eccellente, ma la cifra richiesta è palesemente eccessiva. Come esempio quasi del tutto analogo di offerte ai fan di qualità elevata e di prezzo altrettanto elevato mi viene da pensare ai King Crimson, e per entrambe le band, a onor del vero, va detto che loro possono permettersi questo comportamento, vista la qualità eccezionale delle loro produzioni mai scaduta nei decenni. Se ogni cosa ha il suo prezzo, le richieste di un personaggio come Blixa Bargeld non sono poi così esose.

Setlist:

1. Selbsportrait Mit Kater
2. Dead Friends (Around the Corner)
3. Ein Leichtes Leises Säuseln
4. Perpetuum Mobile
5. Redukt
6. Youme & Meyou
7. Die Befindlichkeit Des Landes
8. Armenia
9. Haus Der Lüge
10. Ein Seltener Vogel
11. Ozean Und Brandung/Paradiesseits
12. Grundstück
13. Sabrina
14. November
15. Ich Gehe Jetzt
16. Alles

si dice sul forum...

concordo sul prezzo troppo alto del live. anche se mi ha scritto il tipo che gestisce il loro sito e mi ha detto che ne erano state fatte solo 45 copie...poi me lo sono scaricato da internet...che è meglio
di jpshine il 16/03/2004 0.45.09

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