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The Departed - Il bene e il male
regista
Martin Scorsese
interpreti
Leonardo Di Caprio, Matt Damon, Jack Nicholson, Mark Wahlberg, Vera Farmiga, Anthony Anderson, Ray Winstone, Alec Baldwin, Martin Sheen
titolo originale
The Departed
paese
USA
...in breve
Scorsese in forma più splendente che mai

The Departed - Il bene e il male

Gangster stories e microchip emozionali

di Simone Varriale ~ 03/11/2006
Understand, do you understand?! I’m a gentleman...I’m a gentleman!
("Gentlemen", Afghan Whigs)


Maestoso, imponente, complesso, barocco. Non tutti resteranno estasiati dall’ultimo Martin Scorsese. Saranno in parecchi a muovergli critiche: lo si accuserà di esagerare, di eccedere in formalismo visivo, di perdersi nel manierismo di una narrazione più grande di lui (!).
Chi non ha mai digerito il cinema di questo “grande moralista” è avvisato: The Departed è Scorsese fino al midollo, fino all’inverosimile e allo sfinimento. L’ennesima rivisitazione del gangster movie, calata in una Boston dove italiani ed irlandesi se ne danno ancora di santa ragione, come nel secolo scorso. Sangue? A fiumi e ad ogni possibile scontro. Personaggi? Sopra le righe e più isterici che mai, imbottiti di ormoni maschili. Le donne? Gingilli sessuali per quelli che comandano, che c’hanno tutti gli attributi al posto giusto e se qualcuno osa anche solo metterlo in dubbio…

In una parola, iperrealismo. Iperboli visive, verbali e musicali (con svariati inserti operistici ad alzare il voltaggio del dramma), ben orchestrate in una sinfonia di oltre due ore. Una narrazione tutt’altro che lineare che trova il suo cardine e centro propulsore nella figura di Frank Costello, efferato ed arrapato gangster irlandese, uno che “le cose se le prende” a dispetto di ogni ordine sociale o morale. Attorno ad esso (un gigantesco Jack Nicholson) si sviluppano le storie di Colin Sullivan e Billy Costigan. Due destini legati a quello di Costello, ma distanti anni luce tra loro. Sullivan si trova ai vertici della società civile, sbirro di lusso e super pagato: stimato da tutti ma, a dispetto delle apparenze, non proprio uno stinco di santo. Costigan è anch’esso un poliziotto, ma caduto nei bassifondi della professione appena fuori dall’accademia, a causa di un passato dubbio e di un caratterino non proprio da gentleman. Il primo è un informatore di Costello, suo pupillo dai tempi dell’infanzia; il secondo invece dovrà infiltrarsi nel giro del terribile boss. Uno sbirro in incognito, la cui esistenza è testimoniata solo da un file segreto nei computer della polizia.

Ma allora è proprio il solito Scorsese? Un po’ più vecchio, stanco e megalomane? Non esattamente, perché questa concettosa storia, maneggiata con grande perizia, non potrebbe svolgersi in altro luogo e tempo che l’America del ventunesimo secolo. Un paese che vive all’ombra dell’undici settembre, dove “united we stand” e dove il Patriot Act concede libertà inusitate alle forze dell’ordine, soprattutto nel campo delle intercettazioni.
Un innocuo telefonino, strumento caro a tutti i personaggi, è l’oggetto che sviluppa gli eventi del film: le comunicazioni segrete avvengono via sms, e dei semplici “squillini” fungono da segnale per le operazioni più pericolose. I due protagonisti non si sono mai visti in faccia: sanno solo che l’altro esiste ed è il nemico, e per cercare d’identificarlo useranno telecamere nascoste, microfoni, schedari informatici. Le stesse forze dell’ordine non possono fare a meno di tali strumenti, gli unici con cui sperare finalmente di beccare Costello.
Insomma, Scorsese porta avanti il suo discorso poetico, ma lo cala e lo adegua ad una realtà profondamente mutata, ad una nazione che ha scoperto nelle tecnologie digitali un efficace strumento di controllo. Davvero molteplici le connessioni del film con la storia recente degli Stati Uniti e, al tempo stesso, con la nascente società informatizzata. Non è un caso che siano i microchip, il principale traffico di Costello.

Eppure il bene ed il male, le carogne e i bravi ragazzi, possono confondersi fino a un certo punto. L’occhio del regista, a dispetto di quello della legge, ci vede benissimo e sa attraversare il groviglio di contraddizioni dei suoi personaggi. Le tecnologie del nuovo mondo non possono nascondere i sentimenti e le pulsioni degli uomini. E allora il bastardo che ha tradito i suoi fratelli finirà per terra, con il cranio spappolato in un lago di sangue. Ma non sarà l’unico a rimetterci le penne, perché il gioco delle identità segrete raggiunge il parossismo, e nella confusione generale saranno in tanti ad essere freddati da uno sparo. Il sangue scorrerà a fiotti, dicevamo. Buoni e cattivi precipiteranno in quella spirale di violenza che è parte costituente della grande nazione americana. Scorsese ce lo dice da sempre: “fa sempre lo stesso film”, avrebbero detto certi critici francesi.
Il solito Scorsese allora? Assolutamente, ma in forma più splendente che mai.

si dice sul forum...

Gli ultimi dieci minuti del film mi hanno lasciato un pò perplesso..........
di Kurt Wagner il 10/11/2006 11.51.54
Bello, però. Sintomatico vedere che i registi dei film di mafia son sempre gli stessi, mentre gli attori protagonisti cambiano... Da De Niro e Al Pacino a Matt Dillon e DiCaprio.
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music addicted since 1976
di Francesco Eandi il 10/11/2006 12.19.01
Francesco ha detto: Bello, però. Sintomatico vedere che i registi dei film di mafia son sempre gli stessi, mentre gli attori protagonisti cambiano... Da De Niro e Al Pacino a Matt Dillon e DiCaprio.


Ehm... Matt Demon, naturalmente.
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music addicted since 1976
di Francesco Eandi il 10/11/2006 12.21.00
...di al pacino c'era la voce...
di cedric il 10/11/2006 12.27.54
Francesco ha detto: Matt Dillon

Questo tuo lapsus è molto rivelatore.
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--- kronic staff ---
di Giancarlo Maero il 10/11/2006 13.04.40
Dopo la delusione di "Babel", questo film mi ha risollevata. Grandi attori (Di Caprio qui dà il meglio altro che "The Aviator"), Jack Nicholson che recita se stesso (magistrale nella seuqneza in cui spiega a Di caprio il "peso della corona"), i topi di fogna e la cupola del potere...insomma un classico di quelli che ci mancavano.
di Simona Conte il 27/11/2006 9.40.14
riposto qui :-)

visto! molto carino, con finale inaspettato.

ottimo cast...anche alec baldwin e martin sheen. di caprio finalmente con un bel fisichino (non proprio da mr. america, ma di sicuro meglio del fisico da attaccapanni che aveva in poeti dall'inferno...).

jack nicholson è il pervertito di sempre.

ottima colonna sonora. da notare + di una canzone degli stones.

principio di rissa a meta del primo tempo per invasione di posti prenotati....non è mancato niente!!!!


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"Ho sempre allenato i tricipiti più sodo di quanto non faccia coi bicipiti, anche perchè tre sezioni richiedono più impegno di due" (A. Schwarzenegger)
di Sergio Oliva il 27/11/2006 10.23.51

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