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Her Name Is Calla
The Heritage
Slowcore d`autoreMescolando abilmente folk e post-rock i britannici Her Name Is Calla hanno dato vita ad un’opera dai riflessi scurissimi e dall’incedere lento. Il quartetto originario di Leicester ricorda in più di un’occasione i compaesani iLiKETRAiNS per le atmosfere drammatiche e l’intricato schema sonoro esibito, mantenendo una velocità di crociera flemmatica.
“The Heritage” è un mondo intimista e splendidamente plumbeo, in cui paura e malinconia prendono spesso il sopravvento, lasciando l’ascoltatore nella più cupa disperazione. La ciclopica “New England” si fa largo tra ottoni sospesi, un cantato funereo ed eteree trame musicali, concludendo il periplo lungo gli anfratti dell’animo umano con una sana dose di riverbero finale.
Il fragile coro di “Wren” impreziosisce con gusto melodie al limite della narcolessia, mentre i volteggi vocali di Tim Morris in “Motherfucker! It’s Alive and Bleeding” ricordano da vicino Efrim Menuck degli A Silver Mt. Zion per i vortici emotivi evocati.
Un’opera raffinata per un gruppo che non difetta in ambizione, capace di andare oltre i canoni classici del post-rock. Da seguire con grande attenzione.