Mumble Rumble
Tredici
«Questa terra trema e tu parli di civiltà”»Tornano e si fanno sentire le Mumble Rumbe, la rock band femminile tra le più longeve del panorama italiano. Una line up compatta che ha subito defezioni importanti negli ultimi anni, ma che continua a mantenere alta la tensione emotiva che riesce a trasmettere: sempre tagliente il timbro vocale di Simona De Sanctis; implacabile il drumming di Cristina Attori; isterica la bassline prodotta da Giulia Bottazzi; mai doma la chitarra di Tiziana Govoni.
“Tredici” è un album - solo il terzo di una carriera che ha mosso i primi passi agli inizi dei ’90 – che non può passare inosservato. Perché è inevitabile lasciarsi contagiare dal rock duro e percussivo che le quattro ragazze indiavolate mostrano per la quasi totalità delle tredici, appunto, tracce che lo compongono. Fin dall’apertura decisissima e cadenzata di “Saved”, passando per la mutevole sembianza crossover di “The right chiose”, fino all’infinita bellezza della malinconica e fatalista “Ora”, sembra essere saliti su una giostra impazzita guidata da un amante del rock metal-noise-sperimentale nel giorno del suo compleanno.
“Tredici” non concede rilassamenti, non ti dà il tempo di pensare alle possibili vie d’uscita, non c’è nessuno scampo fino a quando l’ultima track, l’aspra “Specie”, non esala gli ultimi secondi, per poi continuare a rimanerti in testa ancora per un bel po’ per via di un ritornello serrato, ficcante: «Questa terra trema e tu parli di civiltà”». Lunga vita, per il bene di tutti.