Al centro del discorso musicale degli Humpty Dumpty c’è un bel contrasto emozionale tra la musica sbarazzina, leggera e disinvolta con le tematiche scottanti e profonde.
Un’argomentazione intrapresa e sviluppata dal titolare del moniker Alessandro Calzavara, e che oggi si arricchisce della scrittura acuta e ficcante di Renato Q.; autore della totalità dei testi – fatta eccezione per una poesia di Philip Larkin – del nuovo lavoro in studio “Q.b.”. Dodici episodi che si lasciano apprezzare grazie all’esposizione di un pop frizzante, basato su molta elettronica e alcuni azzeccati inserimenti acustici. Un lavoro che rimanda in mente gli episodi pop-easy degli anni ’80, ma che riesce a essere attuale per via dell’ottimo bilanciamento che il duo propone, tra la strumentazione d’annata (si veda a esempio l’utilizzo della tastiera Casio nell’ipnotica “Mr. Makake”) e suoni di stretta contemporaneità. Gli Humpty Dumpty descrivono un mondo fatto di contraddizioni quotidiane (“Gerani”), difficoltà dei rapporti interpersonali (“Un weekend necrofilo”) e le figure svampite di una generazione sempre più vuota (“Sai Violetta”). I brani denunciano personalità e compattezza; la voce di Alessandro caratterizza in maniera decisiva episodi d’innegabile lucidità creativa (“Bobby Holiday”), e momenti di squisita disinvoltura formale (“Fòrmica”).
Gli Humpty Dumpty, senza cadere in facili eccessi, non perdono mai il filo logico di uno stile che a lunghi tratti richiama molte altre realtà, ma che innegabilmente produce una nitida sensazione di rara originalità.
N.B. il disco, oltre che su cd, è disponibile in dd gratuito all’indirizzo
www.nonerecords.com/albums/humptydumpty_qb.zip