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Il Cielo Di Bagdad
Manca Solo la Neve
Quando i talenti ce li abbiamo in casa…“Manca Solo la Neve” non potrebbe essere titolo migliore per descrivere la musica de Il Cielo di Bagdad. Tre ragazzi campani (aversani per la precisione) ha suonato ed autoprodotto un disco che potrebbe tranquillamente provenire dall’Islanda: suoni dilatati disegnano traiettorie a cavallo tra il dream e lo space, mentre una buona dose di silicio completa un affresco dalle fascinazioni post.
Le orecchie vengono calibrate da melodie suadenti che regalano momenti di puro incanto grazie a tastiere accarezzate, echi, riverberi e voci appena accennate. Le coordinate sonore spaziano dai Sigur Ros ad una certa musica da camera che ha avuto nei Rachel’s gli alfieri principali, piazzando un disco di tutto rispetto in cui imperversano richiami di sirene provenienti da mondi lontani ed incontaminati. L’album ha un andamento circolare, partenza e conclusione si fondono in un abbraccio etereo, mentre nel mezzo non mancano episodi interessanti dove fanno capolino le trame sonore dei Mogwai di “Happy Songs for Happy People” (“Apice”) e frangenti di puro struggimento che svelano una solida coralità (“Tre”).
A fine ascolto rimane l’impressione di un piccolo gioiello strumentale, un’opera che lascia il segno per grazia e lieve serenità. Con un nuovo album in prossima uscita non ci resta che aspettare, lasciandoci cullare dalle musiche oniriche del trio campano.