Simone Fiorletta
My Secret Diary
Guitar-hero made in ItalyDi Simone Fiorletta ho parlato lo scorso marzo nella recensione del secondo album dei suoi Moonlight’s Comedy e già allora avevo sottolineato le sue indubbie capacità nel tessere trame chitarristiche complesse con abilità e naturalezza non comuni. Ora, ascoltando questo suo album solista, non posso far altro che ribadire il giudizio che avevo precedentemente espresso, aggiungendo un particolare importante: pur essendo “My Secret Diary” un album incentrato sulla chitarra, il virtuosismo lascia uno spazio più che accettabile alla forma-canzone, cosa che pochi chitarristi tendono a fare, tutti o quasi presi da velleità orgiastiche nel mostrare la propria bravura dietro la sei corde.
Simone è anch’esso un virtuoso, lo si capisce benissimo, ma non si nasconde dietro scale e arpeggi futili, ma come accade in “A Day In California”, nella accorata “Welcome, Anita!” (al confine con la new age), nella ‘mediterranea’ “Only Three Minutes To Dream”, nella sinuosa ballata dai vaghi riferimenti jazz “You Are My Past, My present, My Future”, si riesce a comprendere come per Simone abbia importanza la melodia e la volontà di raggiungere facilmente l’orecchio e il cuore degli ascoltatori non inondandoli di note ma facendo loro gustare il suono della propria chitarra applicato a partiture piacevoli e tutt’altro che noiose o invadenti. Da rimarcare anche il giusto contributo offerto dalle tastiere di Andrea De Paoli (Labyrinth) e dal session-drummer di lusso Tony Liotta (Sting e Tina Turner, tra gli altri, hanno beneficiato dei suoi servigi).
Un album per tutti e da tutti facilmente apprezzabile, quindi. E, credetemi, per un guitar-hero non mi sembra cosa di poco conto.