Isabel At Sunset
Meet The Gang!
Indie-collageEtichette italiane nascono ed imperterrite continuano, con dedizione, a scandagliare gli oceani indie. Questa volta è il turno della Tea-Kettle Records (a pelle sta simpatica) con i cari Isabel At Sunset, band fieramente debitrice a quel duopolio Stockton/Modesto che tanto amavamo ed amiamo.
“Meet The Gang!” potrebbe scocciare i puristi, perché i rimandi a tratti sono clamorosi (buttiamo i Pavement in “Hey Dude” e chiudiamola subito) ed oggettivamente didascalici. Eppure, ed alla fine conta questo, il risultato piace, perché melodico il giusto, armonico quanto basta e deragliante (negli ovvi sconclusionamenti strumentali) quando serve. Roba sentita e che risentiremo (grazie al Signore di ogni religione, anche atea), tuttavia, piacendo la forma, ad essere analizzata deve essere la sostanza. Qui a qualcuno piace il pop d’oltremanica, ma sa mettersi da parte per far risaltare gli amori, magari altrui, per Malkmus e Spiral Stairs, con intermezzi di tastiere care all’epoca d’oro di Jason Lytle e vaghi profumi in odore di Death Cab For Cutie, mentre il cantato, per chiudere il cerchio, rimane personale pur non nascondendo che Matteo Agostinelli, nell’indie italiano, qualcosa ha fatto.
Per il resto siamo dalle parti di canzoni sbilenche e volutamente immediate. Basta poco per entrare in sintonia con gli Isabel At Sunset, quantomeno per più di qualche serata.