White Alien
Albatron
Meglio alieni che umaniE la Frost Foundation sembra non voler davvero sbagliare un colpo. Praticamente in contemporanea con gli interessanti Gloria Nuda arriva anche questo `Albatron` ad opera dei White Alien (progetto di stanzia a Parma). Anche in questo caso c`è da rimanere stupiti per maturità e coraggio. Mentre nel caso precedente il richiamo principale era all`EBM qui la mescolanza di generi e influenze si infittisce. L`industrial rock (NIN) si mescola infatti a derive EBM il tutto architettato in una struttura che lascia ampio spazio a divagazioni, in particolare spaziali e notturne.
`Albatron` è prima di tutto un concpet, e lo è a tal punto che i brani sembrano fondersi insieme per realizzare un magma unico in grado di alternare momenti ruvidi e aggressivi e parti in viaggio in un mondo più interiore di quanto si è soliti immaginare quando si parla di tematiche cyber. Quello che colpisce di più in definitiva è la capacità di destrutturare il linguaggio scelto, musica indus rock, riportarlo al grado narrativo zero e poi ricostruirlo geneticamente modificato, in modo che ne risulti uno stile riconoscibile e spiazzante; uno stile che fa drizzare le orecchie per il suo modo di intrecciarsi al di là della banalità. Uno stile dissonante.
Dietro a `Albatron` c`è soprattutto una buona notizia: il fatto che finalmente stanno nascendo nuovi progetti che hanno si assimilato la lezione del passato ma che a differenza di molti guardano in avanti al futuro che deve essere ancora scritto e che se ne sta molto di più nella scelte destrutturanti di White Alien (e nel suo uso di vocals distorte ed in grado di giocare sempre ruoli diversi) piuttosto che nella pletora di band tutte immagine (elemento qui vicino allo zero) e poca banale sostanza.