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The Talk of Paris Society

di Alessandro Bonetti ~ 20/12/2006
Melodie ristrette
Molte persone pensano che la scena musicale post-rock canadese sia solamente un fenomeno locale della città di Montreal. È innegabile l’ascendente che i GY!BE hanno avuto e tuttora possiedono su un incredibile numero di gruppi, ma è altrettanto vero che al di fuori dello stato del Quebec ci sono realtà musicali di tutto rispetto, magari non tanto pubblicizzate come i propri connazionali. Tra gli outsider canadesi meritano più di una citazione i “The Neil Forbes”, un trio proveniente dalla cittadina di Summerside, cui non manca certo una sana dose di eccentricità. Infatti la band prende il nome da uno dei suoi componenti, il bassista, per l’influenza recitata dalla sua chioma, mentre sul loro sito si dichiarano “guaritori sessuali, dirottatori di professione e simpatica combriccola” per non parlare del “post-rockers satanisti difensori dell’universo”. Anche i brani presenti nel loro esordio “The Talk of Paris Society” dimostrano un forte senso dell’umorismo, con dei titoli stravaganti come “The dangers of mistaking children with angels” o “Don’t go hunting buffalo with twelve men”. Ma il gruppo canadese non finisce di stupire. Si presentano con un disco contenente ben 13 tracce, un’enormità se paragonato a quello che mediamente viene sfornato in questo settore musicale. Del resto la band va subito al punto, costruendo melodie molto dirette sull’esempio dei connazionali My Dad vs. Yours, con composizioni che raramente si allungano oltre i cinque minuti.
La brevità delle melodie rappresenta anche il fascino di questo album: intorno ad un nucleo centrale costituito da chitarra, basso e batteria gravitano tastiere, archi e fiati illuminando sonorità delicate e gioiose. In alcune occasioni la tentazione di lasciarsi andare in brani che si allineano sulla tradizione del crescendo epico è forte (“Dorothy, I’m not quite sure” o la già citata “Don’t go…”) e i risultati sono più che buoni, anche se i tre danno il meglio di loro stessi con prove sulla breve distanza caratterizzate dalla musica solare e da un ottimo affiatamento di gruppo.

L’esordio del trio canadese è ornato da tante piccole gemme incastonate su un gioiello di semplicità.
Un ascolto consigliato per tutti coloro che vogliono rilassarsi dopo una giornata ricolma di stress.

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