Kama
Ho detto a tua mamma che fumi
Il ragazzo ci sa fare col pop, fidatevi.Ma che bella “Ostello comunale”: incedere accattivante, melodia azzeccatissima, lirica ispirata, arrangiamento perfetto. Un artista che fa pop, in Italia, viene fuori dal mazzo solo quando i testi sono intelligenti e poco ruffiani. Kama riesce in questo difficile esercizio. Diffidate di quelli che fanno tanto gli alternativi, che si arroccano su posizioni pop-intellettuali – sono i peggiori. Il pop, per affrontarlo, devi saperci fare, devi saperlo maneggiare, altrimenti rischi figure barbine.
“Ho detto a tua mamma che fumi” è un disco dai toni leggeri e le sfumature deliziose. Si lascia ascoltare e riascoltare. Valido come sottofondo mentre si fa dell’altro, validissimo se lo si ascolta con attenzione e cuffie in testa. La produzione artistica di Lorenzo Corti esalta i contorni ed è poco invasiva.
I pezzi migliori? Oltre al già citato “Ostello comunale”, “Principessa alle sei” e “Lulu”, un pezzo allucinogeno, molto Anni Settanta, centrifugato nella lavatrice degli Anni Novanta.
In conclusione: cd da ascoltare. Ne vale davvero la pena. Un difetto? Un paio di pezzi sembrano riempire più che arricchire.