Nuccini!
Matters Of Love And Death
Non solo stravaganzeNel caso ci fosse il bisogno di introdurre il personaggio, Corrado Nuccini è uno dei due chitarristi dei Giardini di Mirò. Quello più basso, per intenderci. E quello che, conoscendolo da qualche anno, non ha mai negato il suo amore per gruppi come Smiths e Goodspeed You! Black Emperor. Eppure ascolti “Matters OF Love And Death” e resti spiazzato. Piacevolmente, ma sempre spiazzato. Anche se in copertina qualche retaggio morrisseyano c’è e le intrusioni ( in particolare quella di Emanuele Riverberi e le sue trombe) ricordano non poco certe dilatazioni di matrice canadese.
Eppure Corrado è andato ben oltre, contagiato da un fermento personale, da una passione per il film Ghost Dog e da amicizie poi trasformatesi in collaborazioni (l’album dei Zucchini Drive). Ed allora il rap si trasfigura in un hip hop controtendenza, perché malinconico e basato su strutture musicali affini ai geni dei Giardini di Mirò. Tratteggi acustici, chitarre malinconiche, elettronica, archi e fiati su cui gli MC Siaz, Bleubird e Normad riescono ad entrare con sorprendente facilità. Ad amalgamare il tutto un’impostazione pop elegante e mai eccessivamente cerebrale, non restia ai crescendo ed ironica nello sfruttare un briciolo di rumorismo, emotiva nella ricerca di una tensione trattenuta e classicamente melodica nel dipanarla. Sempre, e lo si sottolinea, in maniera raffinata.
Un taglia e cuci destinato a colpire e sorprendere. Non sappiamo quanto possa essere apprezzato dai veri esperti dell’hip hop, ma potrebbe esserlo molto da chi ha nel background retaggi di ampia matrice indie.