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Ef - Give me beauty... Or give me death!
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Give me beauty... Or give me death!

di Alessandro Bonetti ~ 11/09/2006
Kill me gently
Ci sono generi musicali che non sono di tendenza. A volte richiedono diversi ascolti per poter ottenere esperienze soddisfacenti e, in questo mondo musicale mordi-e-fuggi, la gente vuole avere tutto e subito.Certamente il post-rock va annoverato in questo gruppo: brani lunghi (a volte anche troppo), strutture compositive intricate e spesso assenza di un cantante scoraggiano molte persone. Diventa allora facile catalogare superficialmente i gruppi che hanno scelto di fare questo tipo di musica come noiosi e datati. A riscattare almeno parzialmente questi giudizi ci pensano cinque ragazzi svedesi, decisi a cambiare l’opinione comune con un esordio interessante.
Il quintetto di Göteborg ha scelto di impressionare il pubblico musicale con la dolcezza: melodie delicate, uso massiccio di diversi strumenti e presenza di duetti tra voci maschile e femminile sono le frecce di cui si servono per colpire al cuore dell´ascoltatore. La partenza di “Give Me Beauty…” è molto gentile con suoni soffici che calmano completamente i sensi per introdurre quella che senza dubbio è la gemma dell’album. “Hello Scotland” (chissá se intitolata in onore dei Mogwai) esprime pienamente cosa gli Ef sono capaci di realizzare: intro che omaggia i migliori Explosions In The Sky, un continuo crescendo che crea uno stato di pathos senza mai utilizzare la distorsione e un alternarsi di voci che esaltano lo stato di malinconia che permea il brano. Anche “Tomorrow my friend…” è piuttosto emotiva con un lavoro di batteria che sembra essere quasi cesellato sulla voce fragile che recita “I’m mislead by words never spoken/ by your smile never shown”: di colpo siamo catapultati nella boscaglia scandinava avvolta da una nebbia fitta che contribuisce ad aumentare il fascino misterioso. Il resto dell’album si mantiene su livelli discreti, anche se in alcuni brani si cimentano in uno stile più aggressivo che non riesce perfettamente, laddove invece altri gruppi (i giapponesi Mono tanto per fare un nome) hanno dimostrato di essere maestri. Gli Ef non intendono cambiare il mondo, i loro brani non hanno alcuna valenza sociale o politica, vogliono solamente essere genuini e raccontare le loro esperienze vissute.
Gli amanti della musica piú heavy non saranno a proprio agio con questo disco che in ogni modo lascia ben sperare per il futuro.

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