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Operation: Mindcrime II

di Riccardo Osti ~ 07/04/2006
preferiti1 utente/i hanno segnalato questo disco tra i preferiti!
I Queensryche tornano sul luogo del delitto.
Il paragone è di quelli pazzeschi. Stiamo parlando di un gruppo e di un album che ha rivoluzionario (perdonate l’involontario gioco di parole) il concetto di heavy metal e che rimane nell’immaginario della stragrande maggioranza dei kids come una pietra miliare del genere. Nel 1988, “Operation: Mindcrime” ha lanciato i Queensryche nell’Olimpo e se le quotazioni della band sono progressivamente scese è stata la diretta conseguenza di non potersi ripetere ai livelli mostruosi di quell’album e di essersi incamminati una direzione lontana da teorie del complotto e dal metal di stampo maideniano portato agli estremi livelli di tecnica e creatività.

Diciotto anni sono passati e adesso esce quella che dovrebbe essere la seconda parte del capolavoro. Voglia di riprendere le fila di un discorso iniziato nel 1988 o astuta mossa per recuperare il credito dei vecchi fans? Personalmente non me la sento di fare il malfidato verso una delle band che amo di più in assoluto, anche perché “Operation: Mindcrime II” non è affatto la fotocopia musicale del primo capitolo. Vicenda narrata a parte (e sulla quale non accenno nulla per non rovinarvi la suspense), il metal dei ‘Ryche si è notevolmente evoluto e si presenta con un taglio più attuale pur mantenendo lo stile che li ha sempre contraddistinti. Non c’è più Chris DeGarmo sostituito da un Mike Stone forse meno eclettico ma più concreto nel taglio chitarristico ed altrettanto efficace nell’incrociare assoli con il compagno Michael Wilton.

Attualità nella proposta musicale, si è detto. E infatti “I’m American” ha quella aggressività sporca e diretta del hard rock contemporaneo conservando il carattere metallico ereditato da Steve Harris e soci e un’invidiabile capacità di coinvolgere l’ascoltatore. La voglia di concretezza è intuibile anche dal fatto che non ci sono lunghe composizioni del calibro di “Suite Sister Mary” (come detto, sarebbe stato troppo facile rifare lo stesso percorso) ma non mancano arrangiamenti sontuosi ed emozionanti come accade in “Re-arrange you”, incredibile song che riporta la band di Seattle a livelli stratosferici in soli tre minuti. Ancora stupisce come Geoff Tate e soci riescano a creare atmosfere suggestive come succede in “The hands” e “All the promises” (i brani più vicini al primo “Mindcrime”) e stupiscono ancora di più la freschezza compositiva della sinfonic-metallica “The chase”, la drammatica potenza di “Murderer?”, i riferimenti pinkfloydiani di “If I could change it all”. A tutto ciò vanno aggiunti una cura strepitosa negli arrangiamenti e nei vari interludi di collegamento e la solita, immensa interpretazione di Geoff Tate.

Un favore: non cercate il paragone stretto tra i due “Operation: Mindcrime”. Troppo tempo è passato, troppi anni di evoluzione, e rischiereste di sottostimare questo nuovo capitolo che risplende di luce propria e che riporta un nome storico della storia del metal ad antichi splendori guardando al futuro. Grazie, Queensryche… Ancora una volta.

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si dice sul forum...

Nessun paragone con il primo anche perchè i dischi dei ryche si rivelano in tutto il loro splendore solo dopo averli metabolizzati ed analizzati fino in fondo. Forse perchè sono troppo avanti per il resto del panorama musicale. Ricordo ancora lo snobismo con cui furono accolti Rage for order e Mindcrime 1 dai critici di allora che poi fecero a gara per salire sul carro dei vincitori due o tre anni dopo. Questo rischia di accadere anche ora, basta vedere come ha recensito il disco il "tizio" di blabbermouth.com...... Patetico...... Ma a pensarci bene il bello dei cavalieri di Seattle è proprio questo ........ non per tutti. Ancora una volta un solo commento : Superiori.
di ubik il 08/04/2006 21.07.37
ubik ha detto: Nessun paragone con il primo anche perchè i dischi dei ryche si rivelano in tutto il loro splendore solo dopo averli metabolizzati ed analizzati fino in fondo.

Non ho ancora ascoltato attentamente questo disco, ma a mio parere Mindcrime 1 è semplicemente IL disco heavy metal per eccellenza. Non esiste un disco - lasciando stare i generi più estremi, non paragonabili - che abbia la stessa sopraffina qualità, in altre parole è un disco perfetto, inarrivabile.

Non per nulla pare che Bruce Dickinson abbia detto che O:M era il disco che gli Iron hanno sempre voluto scrivere. Senza riuscirci, ovviamente.
~~~~~~
music addicted since 1976
di Francesco Eandi il 09/04/2006 10.34.50
più passa il tempo e più mi rendo conto di quanto sia immenso questo disco- in questo momento ho le orecchie piene di the hands e i brividi che squassano il mio corpo- ...... mettiamola cosi..... i ryche non potevano dare seguito migliore al loro capolavoro
di ubik il 17/04/2006 17.14.51
La paura di delusione era forte visto che una cosa analoga era già accaduta con gli Helloween pochi mesi prima (mamma mia che aborto!!!)...
Inve i 'ryche SONO TORNATI!!!!

Grandissimo album, che non delude le aspettaive (pur molto forti), dove è possibile riscontrare solo pochissimi casi di lieve calo ("One Foot In Hell" e "Speed Of Light")... per tutto il resto su tutte "The Hands", "Sign Say You Go", "Re-arrange You", "The Cahse", "A Murderer?", "If I Could Change it All", "An International Confrontation", "A Junkie's Blues", "All The Promises". Quelle non citate si attestano comunque su grandi livelli.

Forse quello a mancare sono dei brani un pò più lunghi (come sul precedente, "Suite Sister Mary" e "Eyes Of A Stranger") e qualche interludio in più ad aumentare quella sensazione di film narrato.

Ma a parte queste quisquiglie, evitare paragoni (ingiusti e inutili) e godere.... OH SI!!!

~~~~~~
P2K!
di P2K! il 21/04/2006 10.05.19
Sono tornati...
di ryche74 il 23/04/2006 18.14.42

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