The Evpatoria Report
Golevka
Suggestioni post-rock stile MogwaiDirettamente dalla vicina Svizzera, terra da sempre compressa fra suggestioni mediterranee e pragmatiche influenze mitteleuropee, ecco il progetto “The Evpatoria Report”, che senza tanti giri di parole\note propone un menù a base di post-rock strumentale, un menù che ricorda da vicino le prelibatezze servite negli Anni Novanta dai Mogwai. Godano gli orfani dei disciolti Massimo Volume, che nelle tante atmosfere crepuscolari disseminate qua e là nell’album non faranno di certo fatica a riconoscersi.
Il disco si lascia ascoltare, forse in alcuni passaggi è troppo dispersivo, ma nel complesso sa incuriosire e ben disporre anche l’utente più esigente. La nota positiva è senza dubbio “Taijin Kyofusho”, pezzo che giustifica ampiamente l’acquisto. Il resto non è da disprezzare, anzi, ma “Taijin Kyofusho” è il colpo sotto che spiazza e delizia.
Sotto il profilo tecnico siamo di fronte ad un album dal suono non originalissimo, questo è vero, ma che comunque riesce a proporre arrangiamenti affascinanti, malinconici, che lasciano libera la mente di correre veloce verso dune desertiche e catastrofi appena sfiorate con il pensiero.
In conclusione: un bel progetto, peccato solo per l’eccessiva durata del compact: settanta minuti non sono giustificabili.