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Boogieman
Triple Six Blues
Il vento del rock soffia dal nordBendate un amico, mettetegli le cuffie in testa e infilate il debutto di questi ragazzotti svedesi nel lettore cd. Al termine dell`ascolto provate a chiedergli di indovinare da quale nazione proviene il gruppo che ha appena sentito. Molto probabilmente vi verranno citati gli Stati Uniti. L`amore viscerale nutrito da certi giovani musicisti scandinavi nei confronti delle sonorità più tradizionalmente americane non è una novità, ma non manco mai di sorprendermi quando la musica rivela un`attitudine così simile a quella delle formazioni d`oltreoceano.
Facciamo ora un po` d`ordine, chiarendo innanzitutto che tipo di musica propone il quartetto. I Boogieman suonano un`incandescente heavy rock di matrice stoner ricco di spunti davvero interessanti. Il loro biglietto da visita è un sound di grande presa, basato su una perfetta integrazione tra chitarra e basso distorto, un`accoppiata che farà tremare i vostri subwoofer grazie all`abbondanza di basse frequenze che è una caratteristica consolidata del genere. Altro punto di forza è il songwriting, che evita intelligentemente di incaponirsi sui ritmi medio-lenti, evitando il famigerato "effetto peperonata" che affligge tante blasonate stoner band. Troviamo così anche canzoni decisamente incalzanti quali "Hey Hey Hey", l`opener "Red Sleeve (C`Mon)" e "In Hell" che dopo un paio di minuti tirati sorprende con una lunga coda affidata ad arpeggi e tastiere. Se "Yellow Sea" si dimentica subito i dieci minuti della conclusiva "Infinity" ci prendono per i capelli e ci trascinano sotto il sole cocente del deserto per il più classico dei trip a-là Kyuss. Incisiva la prestazione del singer Hellvis, spesso ficcanti i ritornelli, gradevoli gli assoli.
Quanto a vitalità “Triple Six Blues” si mangia l’ultimo Alabama Thunderpussy a colazione e il fatto di riuscire fin dall’esordio a confrontarsi a testa alta con una band d’esperienza è un merito non da poco. Da sentire.