AA. VV.
Odium Records Compilation
Facciamoci del male!Le compilation: croce e delizia di ogni recensore musicale. A dirla tutta più croce che delizia, stavolta a maggior ragione. La britannica Odium Records mi consegna bellamente una carrellata dei propri pargoli migliori (…), e in tutta franchezza non posso far altro che ammettere che ben poche altre volte mi è capitato di imbattermi in qualcosa di così imbarazzante.
Incontriamo subito gli Odium - della serie: quando i dischi si incidevano in cantina -, nulla più di una copia malriuscita del Burzum di "Filosofem". Ma riesce a fare anche di peggio la giovane promessa lituana Anubi: sfido chiunque a decifrare i due minuti scarsi di "Menuilio Paslaptis", che, molto nostalgicamente, mi hanno ricordato il mio vecchio Garelli quando arrancava in salita. Si tocca il fondo con gli Excarnation e si inizia a scavare con i Soman (purtroppo italiani), in entrambi i casi black metal da gogna pubblica. Si ritorna a un livello di decenza con i normali (è un complimento, per una volta) e thrasheggianti Meressin, mentre addirittura da salvare sono: la synth-song di October, piuttosto carina, e gli austriaci Uruk-Hai che ci propongono un lungo pezzo neoclassico, non originalissimo ma nella rispettabile vena di diverse produzioni Cold Meat Industry. Solo un atollo in mezzo a un oceano inquinato e che vale da solo mezzo voto in più.
Sarà un peccato per il "mitico" underground, ma meno male per noi che il cd non va oltre i venticinque minuti.
odiumrecords@hotmail.com