Pgr
Montesole 29 Giugno 2001
"Spio nella notte ciò che si farà aurora""Un disco eccessivo, che non si può tenere nascosto né si può consumare a cuore leggero. Difficile da gestire"; no, non ho sbagliato disco: è che ascoltando questo cd dei PGR mi sono automaticamente venute in mente queste parole con cui 5 anni fa lo stesso Ferretti presentava "La terra, la guerra, una questione privata".
Alba 1996 - Montesole 2001: due momenti molto diversi fra loro, ma sicuramente tante cose in comune a livello di approccio alla musica e spirito con cui le canzoni vengono completamente scarnificate lasciando diversi nervi scoperti.
Certo, forse sarebbe più comodo cercare un parallelo con "Maciste contro tutti", fotografia della serata che segnò la nascita dei C.S.I. come quella di Montesole segna quella dei P.G.R., ma non sarebbe per niente corretto.
Un disco difficile si diceva: un disco in cui le canzone vengono spogliate di qualsiasi orpello mettendone in luce solo lo scheletro; le atmosfere si dilatano all`inverosimile e così, quasi come in una sola lunga suite da anni `70, fra lunghe parti strumentali con Magnelli a fare da protagonista seguito a ruota da un Maroccolo intento soprattutto a manipolare suoni sintentici ed un Canali più in secondo piano rispetto al consueto, ecco spuntare una serie di riletture di pezzi dei C.S.I. e dei CCCP (spesso riconoscibili solo dal testo) a fianco a qualche discreto inedito, un breve reading di Ferretti e due affascinanti riletture di canti sacri.
Un disco particolarissimo, incostante ed imperfetto, fra momenti di bellezza tanto abbagliante da fare male ed altri difficili da decifrare. Di certo non un disco per tutti: se siete semplicemente dei curiosi o dei fans dei C.S.I. di "T.R.E.", allora il consiglio è di rivolgersi altrove; dopotutto non si tratta certo di un disco imprescindibile e non sarà sicuramente per questo cd che Ferretti e compagni verranno ricordati.
Se invece avete amato sia "La terra, la guerra, una questione privata" che l`esordio dei P.G.R., allora resterete sicuramente turbati ed affascinati da questo album, a patto però di avvicinarvisi con la giusta dose di sacralità.