Gea
Ssssh...blam!
Da Bergamo la seconda prova di un gruppo graffiante ed ironicoCirca un paio di anni fa, dopo una fortunata serie di live con i Verdena, molti consideravano i Gea come la "next big thing" del rock italiano ma, evidentemente, l`esplosione della band in seguito all`album d`esordio non è stata quella che qualcuno si aspettava.
Ora, a un anno e mezzo di distanza da "Ruggine", il terzetto bergamasco torna con un nuovo album che, se da un lato resta fedele alle origini della band, dall`altro presenta anche diversi cambiamenti.
Le canzoni si basano sempre su una serie di riff ruvidi, con la melodia affidata principalmente alla voce che, seppur sempre immersa fra lo stridore delle chitarre, non tende ad essere soffocata dalla parte strumentale come invece accadeva spesso passato.
I Gea sfruttano esclusivamente sonorità vintage meno claustrofobiche del passato, ma più accattivanti e ruvide.
I punti di riferimento sono ricercabili principalmente in ambito post-grunge, con qualche strizzata d`occhio ad un certo hard-core (molto) melodico o al rock, per cui si tratta di un disco prevalentemente chitarristico, senza nessun`altra intrusione oltre alla triade chitarra-basso-batteria.
Stefano (voce della band) cerca quasi sempre linee vocali estremamente orecchiabili, specie nei ritornelli, facendo in modo che pezzi come "Cocktail", "La quiete dopo la tempesta", "Ce soir" o "La ballata delle ortiche" entrano in testa dopo un paio di ascolti. Divertenti i deliri recitati di "Porto & Amaretti" e "Gran Bazar", e buone anche le ballate come "Bijou" o "L`ombra (che ci insegue)", in cui le code strumentali pagano un po’ pegno ai Motorpycho, mentre in altri brani come "Hard core" o "Postulare amore?" si prova ad alzare un po’ di più il ritmo sfiorando territori che sanno hard core melodico.
I testi risultano semplici ma abbastanza ben costruiti, con un buon uso dell`ironia.
Un lavoro che mostra una buona maturazione da parte della band, che riesce a padroneggiare la propria musica con maggiore disinvoltura rispetto al passato, riuscendo a sfornare un lavoro più digeribile ed interessante del predecessore.
Per contatti: www.geaband.com