username: password: Registrazione
Condividi

Reflueinserisci questo disco tra i tuoi preferiti

"Slo-mo"

di Roberto Bonfanti ~ 02/10/2002
Arriva da Parma una delle rivelazioni dell`anno
Ricordo benissimo la prima volta che mi imbattei in questo gruppo parmigiano: era una delle serate finali di Rock Targato Italia nel giugno scorso e già allora i Reflue si presentarono come un`autentica rivelazione riuscendo, nel poco tempo a disposizione, a dare una prova di grandissima classe di cui questo loro album d`esordio è una piacevolissima conferma.

"Slo-mo" è uno di quei dischi su cui i critici musicali (quelli bravi) potrebbero divertirsi all`infinito a inventare sigle o definizioni ed a cercare influenze e somiglianze senza però riuscire a definire veramente il suono dei Reflue: un`alchimia di tanti elementi che prende vita in un suono delicato, dalle tinte tenui, che nasconde in sé un fascino particolare spesso venato, complici le ritmiche rallentate e l’approccio tendenzialmente lo-fi, di una sottile e pungente malinconia, un po’ come la nebbia che spesso avvolge la terra d`origine di questi cinque ragazzi.
Basta ascoltare, per esempio, "Nate" per lasciarsi avvolgere dalle atmosfere del gruppo che in questo caso si arricchiscono di chitarre dalle venature folk, oppure la splendida "Piccola Dea", con i suoi sussurri e la sua forte vena psichedelica.
Incantevole "Killer Bob", in cui il sound dei Reflue si arricchisce di un pizzico rumorismo elettronico in sottofondo che sembra amplificarne la carica malinconica, e ottima anche l’iniziale “Election day” con il suo tappeto di synth che si coniuga perfettamente con le chitarre dando un risultato molto psichedelico.
Anche gli episodi apparentemente più vivaci, come la bella "Nonsense" o "La legge dell`eccesso", o quelli più pop come "Yeah" o "Home is where my records are", non perdono il loro retrogusto soavemente nebbioso e la loro tinta vagamente acquerellata.
In "Zenith" i Reflue giocano a fare i minimalisti creando una bella filastrocca basata solo sulla voce ed una base elettronica lo-fi e nella conclusiva "James Ellroy brings me joy" ottengono egregi risultati giocando a fare i piccoli Nick Drake, mentre in "A perfect dey to win" cercano, al contrario, di complicare il discorso cercando arrangiamenti un po’ più elaborati ed un cantato che si alterna ad una voce recitata.
Lodevole oltretutto la naturalezza con cui i ragazzi riescono a fare in modo che il risultato finale appaia estremamente semplice, a tratti essenziale, senza inutili fronzoli né negli arrangiamenti né nel cantato, ed è piacevole anche la disinvoltura con cui si riesce a passare dal cantato in inglese a quello in italiano anche all`interno di uno stesso brano.

Il risultato di quest`alchimia sembra avere qualcosa di magico, che tende a cullare dolcemente l`ascoltatore non permettendogli di perdere nemmeno una singola nota di tutte le undici tracce e facendo sì che “Slo-mo” non ne voglia proprio sapere di smettere di girare nello stereo.
Un vero gioiellino.

Per info: www.reflue.it

Di recente, nello stesso genere:

Jesu
Opiate Sun EP
Girls
Album
Jules Not Jude
Clouds of Fish
Vlor
Six-Winged

Esprimi il tuo voto:

si dice sul forum...

Aggiungi un commento:


interviste

Reflue (2006)
Reflue (2003)

recensioni

Reflue
A Collective Dream
(2006)

news

Reflue: Esce a fine settembre "A Collective Dream": (2006)
Reflue: Vincitori di MusicalBox 2005: (2005)
Reflue: Questa sera a Desio: (2003)
Reflue: Con i Pekisch All`Estragon: (2003)
Creative Commons License