Pgr
Per Grazia Ricevuta

Esiste nella storia dell`umanità qualcuno che sia vissuto più di due volte? La Bibbia ci narra la storia di un paio di persone che sono risorte una volta, ma una seconda resurrezione credo sia una cosa assolutamente inedita... però si sa` che Ferretti e compagni sono ormai abituati a stupire e così, dopo lo scioglimento dei C.S.I., ecco rinascere questo nuovo progetto Per Grazia Ricevuta.
In pratica però le cose non sono proprio così inquanto, se i C.S.I. si potevano considerare lo sviluppo di un progetto le cui spore erano già visibili nel capolavoro dei CCCP "Epica Etica Etnica Pathos", i PGR rappresentano musicalmente qualcosa che non ha nessun legame con il suono di ciò che fu il Consorzio, un pò (tanto per fare un esempio che possa rendere l`idea) come se i Radiohead fossero saltati direttamente da "The bends" a "Kid A".
"Per grazia ricevuta" è un album molto particolare: un lavoro in cui la band da` grande spazio a un`elettronica minimalista, in cui spesso sono le voci a disegnare le melodie mentre il tappeto musicale spesso scarno ma sempre curatissimo ha soprattutto il compito di creare atmosfere suggestive, andando a sfiorare situazioni e sonorità che si avvicinano ad artisti quali Bjork, gli ultimi Radiohead o i Kraftwerk, ma anche un disco abbastanza vario in cui il gruppo si muove all`interno delle coordinate appena descritte spaziando da momenti estremamente dilatati ad altri un po` più incalzanti.
Si apre con la filastrocca dilatata ed ipnotica di "Krisna Pan Miles Davis e Coltrane" e si prosegue con l`incedere tribale ed il sottofondo percussivo di "Tramonto d`africa", per poi abbandonarsi all`estrema suadenza ed il minimalismo di "Sorgente d`asia" che si protrae nella splendida "Montesole". La filastrocca "Settanta" (in versione completamente diversa rispetto a quanto visto nella colonna sonora di "Paz") rida` un pò di ritmo e le tastiere da sapore sinfonico di "Ah! le monde" danno un tono quasi epico prima delle distorsioni della cantilenante (in senso tutt`altro che dispregativo) "Blando comando telecomando". La lunga "Come un bambino" rappresenta un pò la sintesi dell`album alternando momenti dilatati ad altri più ritmati e momenti "silenziosi" ad un lievissimo rumorismo, prima di chiudere con "11 Settembre 2001", pezzo tanto scontato nel titolo quanto intensa nel contenuto, soprattutto nel finale recitato da Ginevra.
Ottimo il lavoro del produttore francese Hector Zazou che probabilmente riveste un ruolo fondamentale aprendo alla band le nuove strade sonore percorse egregiamente e dando al disco un suono raffinato e curato fin nei minimi dettagli.
Originale anche l`idea di sostituire il libretto del cd con una traccia multimediale stampando titolo e nome direttamente sulla plastica della copertina, anche se qui c`è anche la sola piccola macchia di tutto il lavoro: c`era proprio bisogno di stampare sulla copertina a caratteri cubitali "ex componenti dei csi" dando così adito alle tante malelingue? non sarebbe stato meglio tagliare i ponti con il passato e rivendicare l`identità di questo nuovo progetto?
Comunque, a parte questa piccolezza ed al di la` del timore riverenziale nei confronti dei nomi coinvolti nel progetto, si tratta di un ottimo lavoro da parte di questi personaggi che, anche dopo aver scritto alcune pagine memorabili della storia della musica italiana, hanno ancora voglia di continuare ad evolversi ed a stupire con soluzioni inaspettate che, pur non essendo in genere delle novità assolute a livello mondiale, rendono il progetto qualcosa di estremamente suggestivo ed unico nel panorama musicale italiano.