
Labels
-Queensryche
Live Evolution
2 utente/i
hanno segnalato questo disco tra i preferiti!
Non credo di dire nulla di nuovo affermando che i Queensryche sono una delle band più influenti del mondo metallico e non dovrei neanche stupire nessuno dichiarando che gli ultimi due album (in special modo "Hear in the now frontier") hanno gettato nello sconforto parecchi fans del gruppo, accusato di aver snaturato troppo il proprio sound in favore della sperimentazione sonora. Resta il fatto che capolavori come "Rage for order", "Empire", ma soprattutto l`inarrivabile "Operation: mindcrime" non possono essere cancellati da un paio di prove opache. E Geoff Tate e compagni, che non sono dei novellini, hanno capito cosa vuole il pubblico e, pertanto, li ritroviamo con un doppio live che cerca di riallacciare i contatti col passato privilegiando la produzione del periodo d`oro della band.
Pur registrato in una piccola sala quale quella del Moore Theater di Seattle, la cristallina produzione che ha sempre caratterizzato i lavori dei Queensryche permette una resa sonora finale di notevole spessore e ci coinvolge in un grande show, coronato da una prestazione dei cinque impeccabile e di grande impatto. Il booklet, poi, oltre a mostrare una splendida copertina fantascientifica, offre una bella serie di foto molto suggestive.
Il primo CD si compone di estratti a partire dal leggendario e.p. omonimo del gruppo fino a "Operation: Mindcrime", pertanto possiamo abbandonarci fra le note dei grandi brani del passato che rispondono al nome di "Walk in the shadows", "London", "Screaming in digital". E` fuori di ogni dubbio che le emozioni che ci avvolgono nel sentire il grande Geoff Tate alle perese con la mitica "Queen of the ryche", siano difficilmente qualificabili e, comunque, la sua prestazione vocale si mantiene ad altissimi livelli per l`intera durata del live. Anche la coppia Michael Wilton/Kelly Gray alle chitarre dialoga in modo praticamente perfetto; il nuovo arrivato, in particolare, non fa rimpiangere Chris De Garmo e, senza timori reverenziali, evidenzia già un grande affiatamento col gruppo. Infine, la sezione ritmica con gli storici Eddie Jackson al basso e Scott Rockenfield alla batteria rimane tra le più collaudate ed affidabili in campo heavy metal.
Inutile dire che le canzoni di "Operation..." (ben 10!) sono quelle che regalano le emozioni più forti e quando iniziano le prime note di "Suite sister mary", riproposta integralmente, rimpiangiamo di non essere sotto il palco anche noi a inneggiare e a urlare a squarciagola. Notevoli anche le sempreverdi "Revolution calling", "I don`t believe in love" e "Eyes of a stranger", quest`ultima, mio parere, la più bella canzone che il metal degli anni `80 ci abbia regalato.
Il secondo CD vede il gruppo alla prese con la produzione da "Empire" in poi. Proprio da "Empire" giungono le sensazioni più intense con la drammatica cavalcata della title -track e con le splendide "Silent lucidity" e "Another rainy night". Le canzoni tratte da "Hear.." e da "Q2K" sono sempre le più difficili da digerire per chi, come me, è cresciuto con i primi Queensryche, ma sarei ingiusto a non considerare valide songs come "Sacred ground" o "Liquid sky", entrambe tratte dall`ultimo studio-album, le quali si avvicinano più a "Empire" che allo scriteriato "Hear...". E poi, non dimentichiamoci che questo è un live ed è la prestazione in "presa diretta" che conta: sotto questo punto di vista, niente da dire... Il gruppo c`è e mostra i muscoli in maniera decisa, pronto a riguadagnare adepti assieme allo scettro che solo i grandi, e tra essi anche loro, hanno tenuto fra le mani. Bentornati Queensryche!