(alla fine) ci hanno davvero preso tutto...
Parole di musica, parole di politica, qualche parola di vita
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Offlaga Disco Pax
testuali parole
"OfflagaDiscoPax se nasce da un`opinione, non è certo quella degli altri"
Tre anni di concerti, un piccolo mondo antico che lentamente sommergeva lo spazio tra loro e il pubblico di monili, suppellettili, piccole icone (prima era la Talpa, poi arrivarono poster, vinili, numeri di Ritual), una confidenza con il pubblico guadagnata lentamente, senza l’arroganza dell’esser schivi e senza la faciloneria dei trentenni indie italici che se la tirano da diciannovenni.
Gli Offlaga sono, oggi, una delle cose più vere e sincere del “panorama” – fa quasi paura chiamarlo così – deturpato e vile dell’indie italiano. Oltre che un esempio del “come fare”, vi spieghiamo perché sono un ottimo esempio del “cosa dire”.
Anzitutto, perché “Socialismo Tascabile” non è rimasto un esperimento isolato, dopo che molte opinioni espresse a riguardo avevano portato a concludere che non avrebbe mai avuto un seguito? Quando avete cambiato idea (sempre se l’avete cambiata davvero…)?
Enrico) OfflagaDiscoPax se nasce da un`opinione, non è certo quella degli altri.
Daniele) Mi chiedo perchè molti credessero ci saremo fermati al primo disco...
noi mai detto nulla al riguardo...
Max) Nessuno ha cambiato idea. Non nel gruppo almeno. Già alle prime date del tour di Socialismo Tascabile presentavamo dei brani inediti. Abbiamo sempre pensato di fare un altro disco dopo il primo, se ce ne fosse stata la possibilità.
La leggenda sul contrario è appunto una leggenda. Del resto un sacco di gente è convinta che noi tre siamo di Cavriago, quando siamo tutti e tre nati e cresciuti a Reggio Emilia.
Quando avete cominciato a lavorare a “Bachelite” di quanti pezzi esistevano già i testi? Di quanti la musica? I testi sono stati scritti appositamente o esistevano già e sono stati solo adattati, come quelli di “Socialismo Tascabile”?
Max) A novembre del 2006 è finito il tour del primo disco ed abbiamo iniziato a raccogliere le idee. Avevamo più o meno quattro pezzi, alcuni già rodati dal vivo, altri no: "Cioccolato IACP", "Superchiome", "Sensibile", "Ventrale". Poi è venuto “Dove ho messo la Golf?”, il cui testo era già stato scritto da tempo, credo poco prima che nascesse il gruppo. A seguire “Fermo!”, testo invece nato fin da subito pensando al disco come anche “Lungimiranza”. Un altro testo nato già con il pensiero al nuovo album è stato “Onomastica”, che è il brano più “particolare” del disco. E’ un destino che lo accomuna un po’ ad "Enver", anch’esso l’ultimo nato di "Socialismo Tascabile".
Una recente e bellissima “recensione” apparsa su Libero (…) lasciava trasparire presunti problemi nell’abbandonare l’ ”ideologia a bassa intensità” parlando di temi più grandi come Mambro - Fioravanti. Perché la scelta di trattare un tema che, a differenza di tutti gli altri, non si riflette direttamente nel vostro passato (o presente) intimo?
Max) “Sensibile” è probabilmente il racconto nato più lontano nel tempo presente sul disco. Credo di averlo scritto almeno un anno o due prima che gli Offlaga Disco Pax nascessero. Lo scrissi dopo avere letto un saggio di Giovanni Bianconi sulla storia dei NAR molto approfondito che venne pubblicato in un periodo in cui di Mambro e Fioravanti non parlava più nessuno. E’ un caso che ora, all’uscita del disco, l’argomento sia molto più presente sui media. Quando scegliemmo quel testo l’argomento era ancora ignorato o quasi. Nel brano diamo una nostra particolare lettura di quella storia tragica e anche se affrontiamo un argomento diverso dal solito credo che il testo segni ugualmente una qualche forma di continuità stilistica, anche se applicata a fatti di cronaca nerissima un po’ fuori dal nostro abituale territorio. Musicalmente lo trovo il brano migliore di Bachelite. Libero ci ha descritti in modo forzato e fuorviante. Quell’articolo è un tarocco da leggenda. A suo modo esilarante.
Pensate mai che i diretti interessati possano arrivare ai vostri testi? I Disciplinatha (o quel che ne resta), o molto più difficilmente Mambro -Fioravanti o ancora il fantomatico cantautore o il fonico rockstar? Come vi porreste di fronte ad un “buongiorno, è l’ufficio stampa del fonico, ci riconosciamo nel testo...”?
Max) Finché chiamano gli uffici stampa va bene. Il problema è quando scrivono gli avvocati. Speriamo ben che non succeda.
La domanda infame… – il progetto “Post Contemporary Corporation” (di cui fa parte anche Dario Parisini, ex Disciplinatha) anche se per poco e forse a torto, è stato paragonato al vostro per l’uso del recitato. Opinioni a riguardo? Stima, odio, un laconico no comment?
Max) I Post Contemporary Corporation credo siano nati prima degli ODP. Li conosco poco e quel poco che conosco non mi piace. I due progetti nascono con presupposti, finalità e tempi diversi. Almeno spero, perché sui contenuti siamo agli antipodi. A Parisini è stata attribuita una battuta sublime riferita ai suoi Disciplinatha: stanchi di essere presi per veri fascisti anziché finti provocatori pare che abbia detto: “Noi non siamo fascisti. Noi siamo buoni”.
Se la frase è sua è un genio, se non è sua è comunque un genio chi l’ha detta.
Come è nata “Fermo!”, che è forse la mia canzone preferita del disco? Prima la considerazione democratica poi l’esempio, oppure prima l’esempio e di conseguenza le considerazioni, o ancora il racconto di un forestale marchigiano, una gita?
Max) La storia nasce dal fatto che io sono un appassionato di geografia. Conosco un sacco di cose anche di posti dove non sono mai stato. Fiumi, laghi, monti, eccetera. Siccome sta faccenda del lago di Pilato e del Monte Vettore era un po’ una fissazione Enrico e Daniele non sopportavano più queste narrazioni sempre uguali sui Monti Sibillini e per liberarsene non hanno trovato di meglio che consigliarmi di scriverne. Magari l’hanno detto per scherzo ma alla fine l’ho fatto veramente. Di certo non si aspettavano che ne venisse fuori una cosa del genere. Nemmeno io a dire il vero. Penso che il testo sia veramente surreale, non saprei spiegare perché sia uscito così. La prima stesura l’ho scritta a mano di ritorno da Napoli dopo l’ultimo concerto del tour di "Socialismo Tascabile". Eravamo sul Doblò di Daniele, il 3 novembre del 2006. Fino ad oggi è l’unico testo che ho scritto mentre eravamo in giro a suonare.
Mi racconti la genesi di “Venti Minuti” come racconto? Come è avvenuta la trasposizione in canzone? Sentirla dal vivo al Leoncavallo è stato fortissimo a livello emotivo e sicuramente allucinante…
Max) E’ successo che la vigilia di natale del 2004 è arrivata la solita telefonata da quell’amico di mio padre (mio padre è morto nel 1997) e per la prima volta ho realizzato questa coincidenza con la telefonata che faceva lui a me finchè era al mondo. Il cortocircuito mi ha portato a scriverne il giorno stesso. Volevo solo raccontare di questa coincidenza, niente altro che questo. Poi quando ho riletto la prima stesura non potevo credere a cosa ne era uscito. Ne rimasi un po’ stordito. In effetti è possibile che io non sia completamente in pace con lui.
Ora che abbiamo scelto questo racconto, lo abbiamo registrato e lo proponiamo dal vivo il mio distacco dal testo sta aumentando. Piano piano…
Jukka continuerà a seguirvi dal vivo o è stata una comparsata una tantum?
Daniele) Jukka è un amico che conosciamo da anni e visto che ha suonato sul disco sarà sempre ospite benvoluto... quando vorrà unirsi a noi... come anche gli altri ospiti...
In “Ventrale” il palazzetto crolla sotto una nevicata memorabile. Alcuni degli ascoltatori degli Offlaga sono nati prima di quella nevicata, altri dopo. Altri ancora, e fra di loro ci sono anche io, esattamente mentre nevicava. Come pensate che queste due diverse generazioni di ascoltatori possano recepire il messaggio del nuovo album? “Bachelite” è rivolto più agli uni che agli altri o viaggia indipendentemente dall’ascoltatore, libero di trarne quello che vuole (storie, considerazioni, musiche)?
Max) Non credo che il gruppo si ponga in modo preventivo ad un potenziale ascoltatore. Quando abbiamo iniziato non avevamo un pubblico e facevamo questa cosa in questo modo perché così era quel che ci piaceva fare. Ora la responsabilità è maggiore ma l’aspetto creativo prescinde abbastanza da queste considerazioni. Per quanto mi riguarda sono per il “trovateci quel che volete”. Poi quando quel che ci trovano è lontano da quel che volevamo metterci mi diverto molto: leggere certe analisi alambiccate è quasi sempre assai buffo.
Come pensate possa essere gestita, in futuro, la quasi completa assenza di attività politica nel mondo giovanile? Mi spiego, in “Lungimiranza”, “Ventrale”, e a ruota in tutto il disco si parla di un mondo, il vostro, collegato strettamente al partito e ad un’ideologia. Oggi, l’identificazione o è assente o, se presente, sfocia in posizioni spesso “estreme” (penso al coordinatore del PRC torinese, meno di trent’anni, che pensa bene di vietare la piazza a Grillo per il 25 aprile). Pensate che questo possa segnare un problema reale nella politica di oggi e di domani, oppure invalida semplicemente la possibilità di avere cloni degli Offlaga più o meno nel 2025?
Max) Capisco che oggi per un ragazzo di vent’anni possa essere più gratificante lavorare per un centro sociale o per il volontariato piuttosto che scegliere la politica militante tradizionale. Tuttavia il problema della rappresentanza è centrale e se certe istanze restano confinate altrove la politica non ne sarà mai innervata, diventando sempre di più un corpo estraneo alla società reale.
Jukka Reverberi (Giardini di Mirò) si è candidato alla camera per la Sinistra Arcobaleno. Del resto se Krist Novoselic milita nel Partito Democratico (americano)…
Più in generale - e lo spunto è facile grazie alla campagna elettorale - può avere senso replicare il modo di fare politica dei 70 e 80 oggi, oppure è solo tempo sprecato?
Max) Sono affezionato all’idea che i Partiti abbiano un senso. Non sono però sicuro che queste neoaccozzaglie variamente assemblate siano realmente rappresentative, al momento il paese reale è probabilmente migliore della classe politica che vorrebbe governarlo. Trent’anni fa non era così, secondo me.
E visto come sono andate le elezioni sarebbe il caso che il paese reale fosse almeno in parte visibile nelle istituzioni. Dovrebbe funzionare così. Credo.