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Energia e potenza al servizio della melodia

Energia e potenza al servizio della melodia

La nostra scommessa: questi ragazzi diventeranno grandi!

di Lux ~ 30/04/2007
chi
Near Death Experience
testuali parole
"A tutti noi piace il thrash moderno americano ma ognuno di noi attinge da una ricerca musicale personale... credo che dalla commistione di queste ricerche venga fuori la nostra personalità musicale."
“E.S.P.” è un brano che vale l’acquisto di “Threshold Of Consciousness”, ma anche il resto non scherza. Devastanti come pochi, ma soprattutto in grado di trasmettere dosi massicce di energia i Near Death Experience sono una delle più grandi sorprese che il panorama underground tricolore abbia saputo regalarci in questi ultimi tempi. Che poi questi ragazzi suonino un power-thrash di matrice americana pur essendo italianissimi non credo sia un problema, vero?
Aspettando riscontri internazionali abbiamo intervistato il singer di questa nuova realtà italiana.



Leggendo sul web ho riscontrato che in molti sono rimasti sorpresi dal vostro debutto per l’evoluzione che ha saputo prendere la vostra musica. A cosa è dovuto questo salto di qualità?
Credo sia perchè ci siamo presi più spazio per riflettere sulle nostre idee, invece con il vecchio lavoro tutto è stato fatto con più foga realizzativa... Per darti un’idea pensa che alcune liriche di quel lavoro le ho praticamente finite davanti il microfono dello studio.

A parte questa foga, cosa c’era che “non funzionava” nella vostra demo? In molti parlavano di un suono un po’ clonato…
Ti ripeto, è stato un lavoro fatto in accelerazione con poca maturità in fase compositiva ed una produzione a dir poco approssimativa.

Dove risiede l’originalità nella vostra musica? Le vostre influenze sono lampanti, tuttavia la vostra personalità risulta ben visibile a tutti…
Secondo me quelle che definisci influenze lampanti sono punti di contatto riferibili più ai modi espressivi della band che non all’apporto dei singoli musicisti. Mi spiego. A tutti noi piace il thrash moderno americano ma ognuno di noi attinge da una ricerca musicale personale... credo che dalla commistione di queste ricerche venga fuori la nostra personalità musicale.

So che il paragone ai Nevermore ti fa venire l’orticaria…
Credo sia normale accomunare un gruppo esordiente ad una band di punta se non altro per dare modo a voi giornalisti di definire meglio la proposta musicale... A parte questo parallelismo credo che il paragone si possa fermare lì o almeno io non vedo altri punti di contatto tra le due band.

Qual è il vostro sogno nel cassetto?
Oltre le mutande nel mio cassetto ci potrebbe stare... fare un disco da Andy Sneap magari per Century... ops... è un altro punto di contatto....

Il deal che vi lega alla Deadbang è relativo anche al prossimo full length? Come avete fatto ad accasarvi presso la label capitolina?
Beh, non credo firmeremo nuovamente con loro, anche se tutto sommato hanno fatto un buon lavoro. Abbiamo già delle proposte migliori che stiamo valutando e intanto continueremo a cercare qualche etichetta più grossa che sia interessata alla nostra musica. Siamo arrivati ad un contratto con loro perché avevano ascoltato in anteprima il nostro materiale manifestando subito interesse. Inoltre, e soprattutto, ci hanno proposto un contratto “onesto”!

Complimenti alla Deadbang che ha creduto nel vostro prodotto, ma come vi muoverete, si muoverà all’estero? Il vostro disco ha un potenziale enorme!
Infatti, proprio per questo non abbiamo intenzione di rifirmare con loro. Le potenzialità credo le abbiano sfruttate, ma per l’estero non credo ci sia stata una copertura ottimale, anche perché qualche giorno fa mi hanno detto che il disco è quasi sold out…. Per questo abbiamo firmato per Orion che si interesserà di coprire il mercato americano.

Avete avuto già dei riscontro da media internazionali?
L’Orion sta stampando il nostro disco proprio in questi giorni per tutto il mercato americano (Centro, Sud e USA). Toccherà aspettare un altro po’ per sapere cosa ne pensano i magazine stranieri ma i consensi riscossi dai media nazionali, notoriamente più critici rispetto proposte italiche, lasciano ben sperare.

In che arco di tempo è stato composto il vostro debutto? Il prossimo disco per voi sarà fondamentale, in che direzione andrà la vostra musica?
E` difficile quantificare il tempo dedicato a “TOC” perchè con la vecchia line up abbiamo sempre avuto problemi di lontananza. Anche se si lavorava come singoli bisognava comunque aspettare gli incontri in sala per esprimere un giudizio sul materiale e quindi i tempi si allungavano a dismisura. Per fortuna ora siamo tutti raggiungibili in 20 min di macchina! Per il nuovo album abbiamo parecchie frecce al nostro arco: il sound verrà sicuramente appesantito in fase compositiva grazie alle 7 corde adoperate da Bruno. Io curerò personalmente tutta la lavorazione del nuovo materiale dalle riprese al mastering nel mio studio e poi.....beh non farmi svelare tutto!

Sarà un altro concept album? Vuoi parlarmi delle tematiche trattate in ‘TOC’? Perché avete optato per un booklet privo di testi?
E` probabile, non riuscendo mai ad esaurire un argomento nello spazio di una canzone... Scherzi a parte mi piace trattare un argomento su più piani quando lo ritengo valido. “TOC” in questo senso è il racconto di esperienze emozionali comuni a tutti che ho voluto riflettere sulla vita di H.P.Lovecraft perchè nella sua letteratura ho trovato lo stesso sentimento che ha ispirato parte dei miei testi; proprio per questo ho voluto completare gli stessi con citazioni o reinterpretazioni della sua opera letteraria e per lo stesso motivo ho optato per una descrizione sintetica dei testi nel booklet. Incisi, che mostrassero solo la continuità del lavoro e che risultassero come “titoli guida” alle evocazioni della musica.

Il disco l’hai registrato presso lo studio dei Glacial Fear e mixato presso quello dei Subliminal Crusher. In Italia allora c’è ancora chi ama darsi una mano, oppure con il “dio denaro” si aprono tutte le porte e scattano i sorrisi?
Nell’underground c`è ancora chi ti viene incontro; in entrambi i casi devo dire che abbiamo ricevuto trattamenti di favore dati i rapporti di amicizia intessuti precedentemente; anche se nella parte relativa ai missaggi non è andata bene come con Gianluca (leader dei Glacial Fear, nda) a causa di un metodo di lavoro a distanza che non ha lasciato spazio per la cura maniacale che personalmente mi piace infondere in un lavoro.

Sei soddisfatto del risultato finale?
Tutto sommato si; ogni cosa è figlia del suo tempo, questo non vuol dire che mancano gli slanci per fare di meglio anzi, nell’ arco di quest’ultimo anno ho progettato e realizzato i SoundArk Studio dove come dicevo prima sarà realizzato il nostro prossimo lavoro... avrete modo di ascoltare i risultati.

La durata del disco la trovo ottimale anche se a lungo andare c’è solo un pezzo che non mi convince, guardiamo se indovini qual è…E’ “Dressed Of Darkness”…
Come traccia è un po’ atipica ma ha la duplice valenza di legarsi ai momenti più acustici del disco creando una sensazione di continuità oltre quella di fungere da break per le orecchie dei mal capitati eheheh

si dice sul forum...

...che nome temibile...
di cedric il 02/05/2007 14.08.31

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